(AVN) – Venezia, 19 maggio 2020

La Regione Veneto finanzia un piano triennale di contrasto alla cimice asiatica e ad
altri insetti ‘esotici’ nocivi all’agricoltura. L’assessore regionale all’Agricoltura
Giuseppe Pan, dopo aver ottenuto il via libera della Giunta regionale, ha presentato ai
rappresentanti del mondo agricolo, dei servizi di difesa fitosanitaria e dell’Università
di Padova, contenuti e fasi applicative.
Il Piano, che può contare su una disponibilità finanziaria fino a 4,5 milioni di euro di
finanziamento nel triennio, prevede 5 azioni (che valgono complessivamente per ora
circa 3 milioni di euro):
1) ricerca e sperimentazione con l’Università di Padova (Dafne, il Dipartimento di
Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente) per individuare
nuove tecniche più idonee di lotta alla cimice e altri insetti dannosi;
2) lotta biologica per il contrasto alla cimice, tramite prove di rilascio di insetti
antagonisti, da svolgersi in collaborazione con l’Università di Padova;
3) network prevenzione fitosanitaria: è l’azione più complessa e articolata del
Piano per uniformare il comportamento degli operatori agricoli nel territorio
regionale soprattutto per quanto riguarda la difesa fitosanitaria. L’obiettivo è
costituire una rete regionale permanente tra centri di formazione, tecnici e
produttori;
4) formazione e aggiornamento dei consulenti tecnici delle aziende agricole
(Veneto Agricoltura è l’ente incaricato);
5) studio per costituire un Fondo mutualistico per la frutticoltura, da realizzarsi in
collaborazione con l’università di Padova (Contagraf, il Centro
Interuniversitario di Contabilità e Gestione Agraria, Forestale ed Ambientale).
Il piano, oltre alla duplice convenzione con l’Università di Padova e alla formazione di
un gruppo tecnico di lavoro, prevede la costituzione di un Tavolo regionale di
monitoraggio per la verifica dei risultati.

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“Con questo piano – spiega Pan – la Regione dà continuità e sistematicità agli
interventi già messi in campo a partire dal 2017, ai primi riscontri dei danni causati
dalla cimice asiatica: avvistata in Veneto nel 2016 e rapidamente diffusasi in tutto il
territorio regionale, l’Halyomorpha Halys (questo il nome scientifico ndr) negli ultimi
due anni ha aggredito diverse colture, dai seminativi alla frutta, qualificandosi come un
pericoloso ‘fitofago del paesaggio’ e causando danni ai raccolti quantificabili
nell’ordine di 80-100 milioni annui. Dopo aver promosso studi sperimentali con
l’Università di Padova su diffusione della cimice e metodo di contrasto, e aver
finanziato trappole, reti anti insetto e lanci sperimentali di vespe samurai, ora c’è un
vero e proprio piano organico, frutto della collaborazione tra Regione, mondo
produttivo e quello della ricerca scientifica ed economica”
A giugno si partirà in Veneto con i primi dei cento rilasci annuali programmati di
‘micro-vespe samurai’, piccolissimi imenotteri (max 2 millimetri di grandezza) che
parassitizzano le uva della cimice, e con le sperimentazioni di altre specie di insetti
autoctoni o ‘esotici’ che si stanno dimostrando efficaci nel controllo biologico. Il piano
regionale prevede 106 siti di rilascio, in corridoi biologici o aree limitrofe ai frutteti,
che andranno a coprire 380 mila ettari di frutteti..
“Ma l’aspetto più innovativo del piano – sottolinea l’assessore – sta nella proposta di
uno strumento per garantire il reddito degli agricoltori nei confronti dei danni causati
da insetti ‘alieni’: di fronte alle gravi perdite subìte dai frutticoltori e dalle altre colture
agricole e all’impossibilità di prevedere indennizzi pubblici diretti, stiamo studiando
un fondo regionale di mutualità, supportato dalla Regione, da realizzarsi in
collaborazione con i consorzi di difesa della colture. Se questo strumento otterrà
l’adesione di almeno qualche centinaio di produttori, crediamo possa raggiungere i
parametri di sostenibilità e fornire quindi un ‘ombrello’ finanziario che assicuri una
riduzione del livello di rischio per le aziende agricole”.